di Antonio Fiumefreddo 

IL MONDO CONTRO DI VANACCI E IL MIO MONDO LIBERO
Contro-Manifesto dei diritti e delle pari dignità

Se Vannacci ha denunciato, a suo modo, Il mondo al contrario, quello che immagina appare come un mondo contro.
Contro qualcuno, contro qualcosa, contro le minoranze quando chiedono di essere riconosciute, contro le donne quando affermano la loro piena autonomia, contro chi ama in modo diverso dal “normale”, contro chi arriva da un altro Paese.
Questo Mondo Contro è semplicemente il Mondo Libero.
Non un mondo senza regole o senza responsabilità ma un mondo nel quale le regole servono a proteggere le persone e non a ricondurle dentro una categoria che qualcuno definisce “normale”.
Così, per andare ai fatti senza cadere nella trappola degli insulti, dobbiamo osservare che se nel Mondo Contro esiste la normalità nel Mondo Libero esistono le persone.
Non importa se una persona appartiene a una maggioranza o a una minoranza, né mi interessa se il suo modo di vivere sia statisticamente prevalente o non poiché ciò che conta è che la sua libertà rispetti quella degli altri.
La grande conquista delle democrazie liberali è data dal riconoscimento di diritti che non possono essere cancellati neppure dal consenso della maggioranza perché ci riguardano tutti e ciascuno, persino se li si rivendicasse in solitudine.
La libertà di parola, la libertà religiosa, la libertà di amare, la dignità, l’uguaglianza davanti alla legge, non appartengono ad una maggioranza ma sono di e per tutti.
Per il Mondo contro la diversità è un problema mentre il Mondo Libero essa è ricchezza necessaria della società umana.
La società libera non elimina le differenze, consapevole che solo il pensarlo equivale a ridurre la società in una comunità della disuguaglianza.
Il Mondo Contro di Vannacci cerca continuamente qualcuno che non corrisponda al modello, nel mio mondo ciascuno, nel rispetto della legge e della libertà dell’altro, segue la propria coscienza, la sua tendenza, si fa prossimo all’all’altro, cerca di comprendere, si prende cura.
Una persona può essere competitiva, forte, combattiva oppure, o al contempo, sensibile, accudente, fragile e non perde per questo la propria dignità.
Il Mondo Contro assegna i posti mentre nel mio Mondo Libero ciascuno è libero di scegliere il proprio.
Il Mondo Contro mette in diritti in concorrenza decidendo a chi riconoscerli e a chi disconoscerli, ma nel mio Mondo Libero io so e credo che la libertà quando si fa spazio non divide ma fa crescere tutti insieme.
Il Mondo Contro chiede da dove vieni ma a me interessa accoglierti.
L’Italia non è quella che immagina Vannacci: è stata greca, romana, araba, normanna, spagnola, francese, austriaca in una mescolanza di popoli, lingue, religioni, commerci, cosicché anche ciò che oggi chiamiamo tradizione è in realtà il risultato di contaminazioni antichissime.
Il Mondo Contro educa alla forza e all’eroismo ma io li preferisco liberi, critici e con qualche dubbio.
La democrazia non è una caserma, caro on. Vannacci, con uomini pronti a combattere m auna comunità di cittadini capaci di pensare e di costruire servizi per i più deboli ed opportunità per tutti.
Ecco allora i due mondi.

Il Mondo Contro ha bisogno continuamente di individuare qualcosa che minaccia l’ordine: una minoranza troppo visibile, una donna troppo autonoma, una famiglia troppo diversa, uno straniero troppo presente, un linguaggio troppo nuovo, mentre nel mio Mondo Libero non si domanda a una persona di assomigliare ma puoi essere ciò che sei, purché riconosca agli altri la stessa libertà.
Non servono confini se si usano per farne dei muri, non serve ordine ma dignità.
Rifiuto l’idea che qualcuno possa dirmi quale sia il mio posto, e preferirò sempre scegliermelo da me consentendo agli altri la stessa libertà.
Io scelgo il Mondo Libero.