di Carlo Terracciano
IL NOME ADOLF
A un certo punto, non so perché, mi capita davanti la faccia abbronzata di Vannacci, mentre tenta di giustificare il termine "rastrellamento", quel termine dall'aroma così tipico del nazismo e di tutte le dittature che l'umanità ha avuto la malasorte di attraversare. Ci prova il Vannacci, come prova ogni volta nello stesso modo a giustificare le sue esternazioni più illiberali e fasciste. In questo caso, usa la definizione del vocabolario, recitandola mentre ritiene di risultare pure convincente. Se la definizione nel vocabolario della lingua italiana c'è, allora quella è una parola che si può usare. Per cui, il suo candidato sindaco di Milano sarà bravo, nemmeno a pensarci, perché è un tipo che sa come fare rastrellamenti. Il suo elettorato, quel sette per cento sul trenta per cento dei votanti che lui ama definire "la volontà degli italiani", si spella le mani mentre applaude al suo capo. Finalmente c'è l'uomo forte che i nostalgici dello stivale hanno cercato per un secolo e che speravano di avere trovato nell'attuale presidente del consiglio. Avevano sbagliato, è vero, ma in buona fede e solo perché roba più a destra in quel momento non ce n'era abbastanza. Ma adesso finalmente hanno trovato lui, il generale. Quello che non ha paura di osannare la decima mas, di dirgliene quattro a tutti gli anormali, invertiti e sodomiti e quindi fuori dalla grazia di Dio, e di parlare di remigrazione, qualunque cosa significhi. D'altra parte si sa, l'uomo forte al comando è sempre stato un punto fermo degli ignoranti di ogni tempo, di quelli il cui unico diploma è generalmente il battesimo, ma rigorosamente cattolico. Quelli per cui ogni forma di alternativa all'unico modo giusto di vivere, ovvero il loro, è un affronto al pudore di tutti. E quelli per cui esistono i normali e i diversi. E i diversi non possono convivere coi normali. Tutte queste cose, che la maggior parte di loro ha finora blaterato dopo qualche litro di vino nel chiuso delle osterie di provincia, il generale le dice da lucido, e senza nemmeno varcare la soglia di un bar. Quand'è così, il sette per cento attuale può arrivare facilmente anche al dieci, vista la media dell'ignoranza nel nostro Paese. Dall'altra parte, le persone sinceramente antifasciste, che sono e che per fortuna restano la maggioranza, non hanno purtroppo argomentazioni facilmente spendibili, perché è difficile argomentare razionalmente con una massa di ubriachi, perché quelli non capirebbero mai. E allora, giusto per tornare al punto iniziale, proviamo in un'altra maniera, e limitandoci all'ultima castroneria del generale. Il motivo per cui la parola "rastrellamento" non la puoi utilizzare, caro generale, è lo stesso per cui il nome Adolf, comunissimo nella prima metà del Novecento, è stato attribuito nell'ultimo mezzo secolo, in tutta Europa, solo centonovanta volte. Eppure è un nome come un altro, no?